Redazione Adempia

Amministratore di condominio seduto alla scrivania, verifica gli adempimenti privacy

Quanto è realmente garantita la conformità alla normativa privacy nella gestione dei condomini morosi? Questo è un aspetto che assume un peso determinante ogni volta che l’amministratore si trova a dover intervenire per il recupero delle somme dovute, operando in contesti delicati in cui il trattamento dei dati personali deve avvenire nel pieno rispetto delle regole. Disporre di un servizio strutturato di gestione privacy, come quello offerto da Adempia, consente di affrontare queste situazioni con maggiore serenità e riduce il rischio di esposizioni sanzionatorie.

Gli amministratori di condominio, del resto, ricoprono un ruolo complesso fatto di responsabilità tecniche, relazioni umane e decisioni che incidono sulla vita quotidiana di intere comunità. Accanto alle soddisfazioni, come vedere un intervento ben gestito, un contenzioso risolto o un condominio che funziona in armonia, esistono momenti in cui le difficoltà diventano evidenti. Tra queste la gestione della morosità è certamente una delle più frequenti.

In molti condomìni capita, infatti, che un proprietario salti una rata di qualche pagamento. Un altro accumuli qualche mese di ritardo e un terzo lasci crescere il debito fino a renderlo ingestibile. È proprio in questo caso, quando il condominio non riesce a pagare un fornitore e quando un servizio rischia l’interruzione, che l’amministratore deve intervenire con precisione, equilibrio e pieno rispetto delle regole sulla privacy. La morosità, infatti, non è solo una questione di conti che non tornano e pagamenti da recuperare, ma un tema che coinvolge diritti, doveri e tutela dei dati personali.

Quando un condominio diventa moroso? E cosa significa

Prima di addentrarsi negli esempi pratici relativi al quando e come gestire la morosità del proprietario di una abitazione, è bene chiarire cosa significa morosità condominiale. In parole semplici possiamo definire un condomino moroso quando non versa le quote previste per qualsivoglia tipologia di intervento di miglioria o manutenzione dei servizi comuni entro i termini stabiliti dall’assemblea.

Un esempio pratico potrebbe essere quello relativo alla necessità di riparare l’ascensore. Se due condomini non pagano o accumulano ritardi significativi, la cassa condominiale potrebbe non avere fondi sufficienti per coprire il costo dell’intervento che rischia la sospensione. In una situazione del genere l’amministratore non può rinviare la decisione: deve garantire il funzionamento del servizio, ma allo stesso tempo attivarsi per recuperare le somme mancanti. Il suo ruolo diventa quindi duplice: da un lato assicura la continuità della fruizione dei servizi comuni, dall’altro avvia le procedure di recupero crediti, mantenendo un equilibrio costante tra necessità operative, rapporti con i fornitori e tutela dei diritti di tutti i condomini.

Quali obblighi ha l’amministratore in caso di morosità in condominio

Come abbiamo visto in caso di morosità l'amministratore deve quindi intervenire. Ed è proprio la legge ad assegnargli un ruolo attivo nei confronti dei condomini nel recupero delle quote non pagate tramite l'Art. 63 disp. att. c.c.

Il primo passo è sempre una richiesta formale di pagamento, inviata dopo il mancato rispetto della scadenza prevista. La normativa non stabilisce termini rigidi entro cui inviare il sollecito, ma lascia spazio ad una valutazione caso per caso. Generalmente si tratta comunque di una comunicazione a carattere bonario, finalizzata all’adempimento spontaneo e a ricondurre la situazione a normalità senza inasprire il rapporto con il condomino.

Qualora il sollecito iniziale non produca effetti, l’amministratore può procedere con una seconda comunicazione più strutturata, spesso qualificabile come diffida o messa in mora. In questa fase il tono diventa necessariamente più formale e vengono chiarite le possibili conseguenze del protrarsi dell’inadempimento, inclusa l’eventuale attivazione delle procedure di recupero giudiziale del credito  anche senza bisogno dell'approvazione dell’assemblea dei condomini.

Accanto a queste fasi, la legge prevede però un obbligo ben preciso: l’amministratore deve avviare le azioni per il recupero forzoso delle somme dovute entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui il credito risulta esigibile. Questo vincolo temporale rende essenziale una gestione ordinata e tracciabile della morosità, fin dai primi passaggi, fondamentale non solo sotto il profilo contabile e giuridico, ma anche ai fini della corretta gestione dei dati personali coinvolti nel procedimento.

Mentre l'amministratore agisce per recuperare il credito deve quindi tenere in considerazione un altro elemento: la gestione dei dati personali del condomino moroso e il rispetto della sua privacy. Fin dove arriva? Quali elementi possono essere comunicati e quali no?

Nomi dei condomini morosi e rispetto della privacy: cosa è consentito e cosa no

Il rapporto tra dati personali e recupero crediti è uno dei passaggi più sensibili nella gestione condominiale. La morosità rientra a pieno titolo tra i dati personali e, proprio per questo, richiede un trattamento rigoroso. La comunicazione dei nominativi non può avvenire liberamente, ma solo quando esiste una base giuridica che la renda necessaria e proporzionata.

Ogni comunicazione di dati personali, infatti, deve essere preceduta da una valutazione di equilibrio tra l’interesse del condominio al recupero del credito e i diritti e le libertà del condomino moroso. Solo quando tale bilanciamento risulta proporzionato e necessario il trattamento può considerarsi conforme alla normativa vigente.

Nel contesto interno al condominio, questa esigenza può emergere in modo legittimo: l’amministratore, come confermato recentemente anche dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3498 dell’11 febbraio 2025, può rendere noti i nomi dei morosi agli altri condomini quando è indispensabile per approvare il bilancio, per verificare la situazione dei conti o per chiarire agli altri proprietari le ragioni di eventuali insoluti verso i fornitori. La Cassazione ha stabilito che l’amministratore non solo ha il diritto, ma anche il dovere di inviare una comunicazione a tutti i condomini riguardante i debiti e le procedure in corso per il recupero del credito;

Diversamente la comunicazione dei condomini morosi diviene illegittima se la pubblicazione avviene in bacheca accessibile a tutti.

Il discorso cambia quando entra in gioco un soggetto esterno come un creditore. Chiaramente questo "ente terzo" non può ottenere automaticamente l’elenco dei morosi, deve fare una richiesta legittima e motivata, come previsto dall’articolo 63 delle disposizioni attuative del Codice Civile. A quel punto possono essere comunicati alcuni dati personali, ma solo quelli strettamente indispensabili.

Buone pratiche dell'amministratore di condominio: trasparenza, privacy e strumenti digitali

Gestire un condomino moroso, come abbiamo iniziato a vedere, richiede precisione. L’amministratore gioca un ruolo delicato e cruciale. Per questo, per la sua tutela e quella del suo operato oltre che dei condomini, deve documentare ogni passaggio: dalle comunicazioni iniziali ai solleciti, fino alla decisione di procedere con il recupero giudiziale del credito se il debito rimane insoluto. In tutto questo è altrettanto fondamentale che ogni dato sia conservato in sicurezza e condiviso solo con chi ha un reale diritto ad accedervi. Inoltre i dati relativi alla morosità devono inoltre essere conservati solo per il tempo strettamente necessario alle finalità di recupero del credito e di tutela degli interessi del condominio, evitando archiviazioni indefinite o non giustificate.

Ed è proprio qui che gli strumenti digitali possono semplificare molto il lavoro dell’amministratore perché un sistema ben strutturato riduce i rischi di errore, protegge le informazioni sensibili e permette di gestire ogni fase della morosità in modo ordinato.

Adempia, attraverso il suo servizio dedicato alla Gestione Privacy, offre agli amministratori un supporto concreto sul tema. Dalla conservazione sicura dei dati ai registri delle attività di trattamento, fino alla condivisione controllata dei documenti. Questo sistema aiuta a rispettare gli obblighi normativi e a lavorare con maggiore serenità, soprattutto quando emergono situazioni delicate come la morosità condominiale.

Disclaimer legale: Le informazioni contenute nel presente documento hanno finalità esclusivamente informative e divulgative. Sebbene i contenuti siano basati su fonti normative e giurisprudenziali aggiornate, non costituiscono in alcun modo parere legale personalizzato né sostituiscono la consulenza professionale di un avvocato o di un esperto qualificato.
Ogni situazione condominiale richiede una valutazione specifica, anche in relazione agli obblighi dell’amministratore, alla gestione della morosità e al trattamento dei dati personali ai sensi della normativa privacy vigente.
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